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martedì, settembre 23, 2008

Circo-lo Teatro del sale cibreo città aperta 2002

Il teatro del sale è un posto dove gli intellettuali di firenze possono mascherare la loro voracità bestiale con l'interesse (chiaramente di facciata) per la cultura. Ma è anche un posto dove gente con lo stomaco sfondato come il sottoscritto riesce facilmente a placare la propra fame.
In questo club (per entrare ci vuole una dannatissima tessera da intellettualoide) si puo' letteralmente morire per eccesso di cibo.
Una volta pagato l'ingresso (colazione pranzo o cena, chiaramente i prezzi variano) si puo' mangiare a volonté tutto quello che esce dalla cucina ( cuochi compresi se uno si porta una motosega). La qualità del cibo è buona (un po' grezza alle volte e ripetitiva), sulla quantità, come detto, dipende dalla capienza del proprio stomaco.
La sera l'ingresso oltre alla scorpacciata stile la grande abbuffata, comprende anche uno spettacolo (musica/teatro) intellettualoide.
Sui prezzi: 10 euro (mi pare) per la colazione, 15 del pranzo, 25 lasera (con spettacolo).


Questo posto raggiunge alti valori di bombardabilità già leggendo il nome: Circo-lo Teatro del sale cibreo città aperta 2002. Ma che cazzo di nome è? manco un dislessico. "città aperta 2002"? ma che vordì? sembra il nome di una squadra di calcio del campionato di eccellenza...
Toponomastica creativa permettendo, se siete siete degli intellettualoidi o a digiuno da mesi questo è il posto che fa per voi..... Io ci faccio un salto solo quando il mio tasso di sopportazione per queste cazzo di trovate da intellettuali è decisamente alto (solitamente è proporzionale alla fame) con tanto di domopack e sacchetti da frigo per fare scorta delle maialaio di roba che portano a ripetizione. A suo tempo mi dissero che la colazione merita parecchio se uno vuole iniziare la giornata col botto (in alternativa tirate il C3 fuori dal frigo)...ma sfortunatamente non sono mai riuscito ad andarci.
Per quanto riguarda gli spettacoli: da evitare la roba di teatranti tronfi (dupalllle). Ogni tanto pero' passano qualcosa di interessante per quanto riguarda la musica.

PS:Il teatro del sale è uno di quei tipici luoghi che fanno andare in orgasmo celebrare le orde di turisti americani che infestano la città alla ricerca di cibo, come le sorridenti signorine nella foto qui sopra...complimente ai gestori una vera trappola per topi.

sabato, novembre 17, 2007

Porfirio Rubirosa




Se avessi un'auto piena di tritolo (ma perché uso il periodo ipotetico?) la prima cosa che farei sarebbe di infilarla a tutta velocità nell'ingresso di questo locale il sabato sera nell'ora dell'aperitivo. Le perplessità che potrebbero sorgere per portare a compimento tale opera pia sono due 2 ( e manco troppo piccole):

1) come superare i SUV e le porsche, parcheggiati in 4drupla fila (addirittura in mezzo al viale) davanti al locale

2) dove andare a mangiare un sushi esagerato spendendo il giusto nella città più tirchia d'Italia

Si da infatti il caso che dentro a questo tugurio per tardoni pieni di soldi (come li chiama mia sorella), c'è uno uno dei migliori chef sushi di Firenze. Il locale di per se non sarebbe manco tanto chic, le cameriere sono pure simpatiche, solo che tale pertugio, attira come mosche uno sciame di individui che potrebbero fare benissimo da protagonisti di un fantasmagorico remake di Vanzina della Dolce Vita di Fellini.
Superato lo shock del pian terreno (in cui la fauna griffata cerca di socializzare a suon di aperitivo) si sale in un simpatico soppalco dove, su tavolini, insieme a set di bacchette, capeggia un fogliolino con scritto "Menu Sushi".
Le cameriere sono svestite quanto basta da farti dimenticare la presenza di certi personaggi al piano di sotto e procedere con l'ordinazione: ovviamente sushi (il menu' italiano non l'ho provato... ma pare addirittura più caro). Ottima scelta (come si sentì dire Giulianoo Ferrara quando acquisto' il costume da uomo ragno) visto che qui il sushi è di tipo rustico con pesce molto fresco (o almeno molto più fresco di quello che altri luoghi scamuffi ti rifilano in questa città). Consigliatissimo (anche per kamikaze).

Davvero una bella scoperta questo posto. Il sushi è buono e non costa una esagerazione...in più si puo' pure scroccare l'aperitivo al piano inferiore. Essenziale per questa missione è cercare di avere un aria disinvolta, faccia di bronzo con sorriso di plastica, piattino pronto, stuzzicadenti e buoni riflessi (poi se volete, prima di risalire le scale al tavolo con il vostro premio, potete potete mollare uno scorreggione in mezzo a quei bamboccioni rivestiti e godervi subito dopo dall'alto i loro sorrisi disinvolti).

domenica, giugno 03, 2007

Wagamama


Wagamama: una catena inglese di fast (ma non "so fast") food in salsa orientale (minimal). Il loro motto è "positive eating positive living" in perfetta sintonia con le tendenze alimentari "pop-chic" di questo inizio millennio. Ha ristorianti praticamente sparsi ovunque sul globo (apparte che in Italia). Il piatto forte ovviamente sono i Ramen (in varie tipologie e stili), ma in generale il menù è una rivisitazione della tradizione orientale (più prettamente giapponese), scremata delle componenti più "esotiche". I ristoranti hanno un design molto minimale con cucine a vista e camerieri che indaffarati portano zuppiere fumanti piene di ramen e affini. Il grande successo del fenomeno Wamagama è culminato addirittura nella pubblicazione di due libri (del primo vedete la copertina qui sopra) di grande successo editoriale. Al proprio interno vi trovate gustosissime ricette curate da Hugo Arnold in persona: chicken chili ramen, o chicken gyoza, cha han, ebi yakitori, chili beef ramen etc etc. Corredato di un DVD video con alcune ricette filmate e spiegate passo passo, il libro si avvale della prestigiosa introduzione di Papa Benedetto XVI, che prima di diventare massimo rappresentante della santa sede, ha avuto una lunga esperienza come capo cuoco del primo wagamama di londra nei primi anni novanta in cui si narra abbia inventato la celebre mistura "wagamama sallad dressing sauce" (di cui sembra custodisca gelosamente la ricetta) usata per insaporire le ostie durante le messe in San Pietro.


Trovare questo ristorante a Dublino è stata una vera impresa: ci sarò passato davanti una decina di volte prima di riuscire a capire che stava sotto il livello della strada. Dopo tutta la fatiche che ho penato mi sono potuto permettere di prendere una sola tazza di Ramen perché avevo furia per andare per concerti nella città dei folletti..che sfiga... cmq Avere una sorella ha i suoi lati positivi, soprattutto quando torna da Dublino con questo bel libriccino in regalo per il sottoscritto. Una bella sorpresa.
Ad essere sincero ero scettico all'inizio, poi mi son dovuto ricredere: avro' oramai provato una 15a di ricette e son tutte venute benissimo: perferibile avere un wok ma non è necessario avere tutti gli ingredienti richiesti (che cmq sono quasi tutti reperibili). Postero' qualche ricetta da questo tomo tratta (corredata di foto (ovviamente osé)) prossimamente.

venerdì, aprile 20, 2007

Trattoria la madonnina




In trasferta a Milano per qualche giorno mi domandavo (mentre arrancavo alla ricerca del museo Forma per la fotografia nella zona dei Navigli) se esistesse in questa benedetta città qualche posto dove uno possa mangiare bene, tranquillamente e spendere poco. Proprio mentre rimuginavo passo accanto ad un negozio di memorabilia e orologi con sulla porta degli adesivi slowfood. Visto che dopo qualche metro non ho incontrato nessun coniglio parlante alto due metri mi son convinto che infondo il mio apparato nervoso non era così irrimediabilmente compromesso e son tornato indietro. Con mio grande stupore quello che sembrava un innocuo negozio di cianfrusaglie si è rivelato essere una "tipica trattoria" (qualsiasi cosa voglia dire) milanese..super segnalata da slowfood (osterie d'italia) e michelin. Mi sono riproposto di farvi ritorno dopo la visita alla mostra di Cartier Bresson. E così è stato: spinto dalla logorante "fame da turista" sono ritornato sui miei passi e sono entrato in quello che all'apparenza sembrava un negozio di cianfrusaglie. Ad accoglliermi all'entrata un coniglio parlante alto due metri che mi ha fatto accomodare in una sala popolata da folkloristici individui e vecchietti intenti a trangugiare polenta e baccalà. Nel menu' capeggia la croccantissima cotoletta alla milanese, ma anche gustosi primi a 3 euro e 50. Tutto molto buono ( il dolce cremoso al torrone provocava dipendenza) e soprattutto poco caro. Da provare.


Ci son stato una sola volta...ma ci tornero' senz'altro, visto che si trova proprio a 100 metri dal centro forma della fotografia (e a qualche buon sexy shop di mia conoscenza). Trovarlo (per puro caso) è stata una vera manna dal cielo. Inoltre qui ho mangiato per la prima volta una vera e autentica cotoletta alla milanese, cosa non da poco considerando che oramai in quasi tutti i ristoranti di milano il piatto tipico ha qualcosa a che fare col Sushi...

bon ap!

Trattoria la madonnina su 2spaghi

venerdì, febbraio 23, 2007

Banki Ramen



Se prendete via dei Banchi, al primo incrocio troverete un comunissimo bar/tavolacalda all’italiana. Entrate (se lo fate dopo una certa ora ricordatevi il passamontagna e il grimaldello). Dirigetevi verso l’apparentemente “normale” sala che si apre sulla sinistra, affacciatevi: noterete in primis che la stanza occupata da tavoli di legno è addobbata di strani ideogrammi giappionesi e da faccine rosse dalle inquietanti espressioni. Al suo interno scorrazzano un paio di meticolose ragazze dai lineamenti poco occidentali intente a trasportare zuppiere fumannti zeppe di tagliolini. A questo punto ci si puo’ porre la seguente domanda: in questo bar c’è anche un ristorante giapponese o siamo finiti dentro l’ultimo film di David Lynch? o peggio ancora tutte e due le cose insieme?. Prima di addentrarvi ulteriormente scongiurare la seconda sciagurata ipotesi voltandosi e realizzando che il bar/tavolacalda è sempre li e che Bob non è alla cassa. Appena ripresi dallo shock potete avventurarvi nell’unico e autentico fastfood Japponese Fiorentino: il Banki Ramen, la cui specialità, come si evince dal nome, è il delfino bianco stordito (intero) caramellato.... pero’ visto che la povera bestia si è estinta la settimana scorsa a causa del troppo inquinamento del fiume giallo ci toccherà ripiegare sul più classico Ramen. Non resta che sedersi ed scegliere tra i vari tipologie della celebre pietanza offerte dalla casa e rigorosamente a base di tagliolini freschi fatti a mano dal simpatico Maestro Ramen: col cavolo piccante, con carne, con verdure e molti altri ancora (d’estate la variante fredda al miso è da provare). La sera si possono ordinare pure i raviolini di carne alla piastra...insomma tutto in puro stile di un autentico Ramen place japponese. Scordatevi sushi, qui si mangia solo Ramen. Buono veloce e rifocillante (soprattutto quando fuori si bela dal freddo).


Sicuramente si tratta del miglior miglior Ramen Place che ho provato in Italia da quando sono tornato da Parigi. Soba e Udon si possono mangiare in alcuni degli altri ristoranti giapponesi fiorentini e italiani (in alcuni pure il Ramen è davvero speciale come da Osaka a Milano), anche se per chiccheria e minimalismo sono tutti quanti lontani anni luce dall’idea di tavola calda giapponese che il Banki Ramen incarna (o meglio inzuppa).
Banki Ramen su duespaghi
Per chi ignori completamente cosa si ail Ramen si faccia un giro qui

domenica, gennaio 07, 2007

Pizza-man



Vediamo di aggiungere un nuova tacca (sul calce del mio Invicta 12 millimetri ho finito lo spazio) di prestigio a questo già onorevole Blog con qualche altra recensione di posticini dove andare a sfamarsi quando non si riesce a trovare in città un distributore di merendine facile da scardinare o col vetro troppo resistente che impedisce il nobile prelievo di fior fior di “troiai” da mangiare (a volte pure equi e solidali (i miei preferiti).


PIZZAMAN
V.le de amicis 47/r Da asporto 50137 tel +39 055 666681
Via R.tedalda 411 tel +39 055 691756
Via carlo del prete 10R tel +39 055 433849 FIRENZE

Eccoci qua a recensire uno dei “posti” di Firenze. Allora: prendete una stanza infilateci un forno, 4 persone di cui uno è appunto Pizza Man (preferibilmente non dentro il forno senno niente pizza), addobbatela come se foste ad un carnevale sudamericano e tappezzatela di targhe. Bene sistemate questo ambientino a 5 minuti dallo stadio ed avrete ottenuto una delle migliori pizzerie di Firenze, anche se c’è da dire che in città non ha rivali tra quelle eat&go e da solo da asporto. Il posto è senza dubbio curioso visto che appena si apre la porta sembra di entrare in una bettola di Caracas. Ma che ci incastra il sudamerica con la Pizza? questa e altre domande (come “chi ha ucciso Laura Palmer?” o “quante flessioni riesce a fare il Papa con una mano sola?”) scompaiono dalla testa quando arriva il turno di mangiare (li’ rigorosamente in piedi con posate di plastica piatti di cartone, senno a casa con la pizza “asportata”). Si sgrana decisamente bene e, a riprova del fatto che il nostro Pasquale Pometto (ovvero il Clark Kent che si cela dietro l’identità di Pizza Man) è uno che non vende fumo (anche se a pensarci bene se lo vendesse sarebbe un valore aggiunto al locale), sta il fatto che le tipologie di pizze che vengono sfornate si contano sulle punte delle dita e sono tutte rigorosamente a base degli ingredienti originali della tradizione napoletana: il pomodoro, la mozzarella (bufala e non), acciughe, basilico, olio. Niente altri troiai (come li chiama giustamente lui). Dunque se amate roba tipo “pizza al Napalm” o anche più semplicemente una quattro stagioni state alla larga da questo posto altrimenti rischiate di diventare un elemento comburente per il forno. Qui abitano solo margherite, marinara, napoli e qualche variante sul tema inventata da PizzaMan in persona. Non si lesina manco in cordialità visto che a tutti quelli che entrano (a parte chi lo fa dalla finestra in orario di chiusura e con un passamontagna sulla testa) viene offerto “aggratis” un morso dello squisito Panuozzo (invenzione di Pizza Man). Insomma un posto serio se si escludono le manie decisamente sui generis del nostro Pizza Man che oltre ad annichilire le orecchie ai clienti con brani di Salsa a tutto volume ama pavoneggiarsi (in modo decisamente pacchiano grazie a millemila targhe e foto appese al muro) di aver partecipato e vinto numerosi e fantomatici concorsi per pizzaioli a giro per l’Italia e per il mondo, alcuni dei quali (come il “premio Nobel della pizza di Caracas”) sembrano usciti caldi caldi dalla mente di William Burroughs... Bhooo... Insomma come dice un mio caro amico “glié strano”....pero’ qui la pizza è davvero bona.

Ahhh che bello questo posto. Uno esce dalla piscina stanco morto, percorre un pezzo di superstrada per tornarsene a Firenze (alle volte contromano perché si è scordato di togliersi gli occhialini appannati) e se ne va a mangiarsi una bella pizza, veloce, buona e manco troppo cara. Certo a voler fare le cose per bene il nostro Pizza Man potrebbe farci trovare pure due belle Venezuelane in costume da bagno che ballano la Salsa... spero che provveda..

Voto (in Mereghettiano):***1/2 (su 4)
con ballerine aggiungere mezza stella

Da provare: la pizza caprese (buonissima....la versione con bufala un po’ meno...stucca un po’)
Pizza Man ha pure due ristoranti (veri, non pizzerie da asporto) uno in Via R.tedalda 411 l’altro in Via carlo del prete 10R. Io ho provato solo il primo dei due, ma ad essere sincero non ho trovato la pizza altrettanto buona come quella nella Pizz-Caverna del nostro Pizza Man (e in cui lui lavora di persona). Cmq se volete mangiare comodi a sedere con amici e parenti potete sempre farci un salto...
dimenticavo...Pizzaman ha pure un sito web

lunedì, dicembre 18, 2006

Due Spaghi



Trattasi di una delle ultime gigioneggiate del WEB 2.0. Siete disperati perché avete il frigo vuoto? bene se avete pure il portafogli vuoto l'immondezzaio sotto casa vi aspetta per il ripescaggio di cibi che i ratti non si sono ancora spartiti. Se invece delle ragnatele trovate pre qualche foglio di carta vagamente rassomigliante ad una banconota da 10 euro (anche falsi vanno bene) potreste pure pensare di andare a mangiare fuori....ma dove? Per avere una risposta a tale domanda aprite il vostro computer (sempre che non lo abbiate dato in pegno prima per avere i 10 euro) e fate una visitina su www.duespaghi.it: la guida sociale dei ristoranti sparsi per l'italia fatta dagli utenti con tanto di mappe e recensioni. Tags, clouds, stellette e ancora un altro bel kilo di cianfrusaglie web2 per trovare un posto dove andare a mangiare nella città o regione in cui vi trovate. Figo no? Per ora il sistema è ancora in rodaggio: le recensioni degli utenti si contano sulla punta delle dita (sporche di sugo visto che si tratta di grandi mangioni)... ma si spera che presto o tardi decolli...


Premesso che c'ho messo dei mesi a capire cosa volesse dire WEB 2.0, sono molto contento di aver scovato (non ricordo tramite quale weblog) questo simpatico motore di ricerca sociale messosu da qualche smanettone ghiottone. Ho inserito un menu laterale in questo blog che elenca gli ultimi ristoranti da me taggati su Due Spaghi. Tra le altre cose permette pure di creare un una pagina personale su due spaghi con i miei ristoranti preferiti.. non che (per chi vuole) un intero blog da loro hostato (su wordpress immagino...)